La focaccia di Recco IGP

La focaccia di Recco IGP

Mi sorprende sempre scoprire quanto poco ancora conosco della cucina tradizionale italiana, se appena si esce dalle regioni centrali. Una beata ignoranza la mia, che si lascia colmare da capolavori come la focaccia di Recco. IGP dal 2011, è la definizione della semplicità: due dischi di una pasta acqua e farina farciti con un formaggio fresco (una crescenza da latte del territorio per fregiarsi del marchio IGP) e cotti al forno. Tutto qua. Ma che meraviglia quella crosticina croccante che cede alla morbidezza del formaggio, che, senza polifosfati, non si scioglie completamente, ma resta cremoso e non cola rovente sulle falangi. Che fragranza quel vapore che dal palato si inerpica su per le narici e le satura di benessere. Cosa mi sono persa per tutti questi anni!

pagnottelle

La Marocca di Casola, presidio Slow Food

Per non parlare della Marocca di Casola (e non crederò a nessuno che sostenga di conoscerla da sempre, a meno che non abbia origini lunigiane) una pagnotta fatta con farina di castagne, di grano, olio, lievito di birra, pasta madre e patate lesse. Presidio Slow food, è una vera delizia abbrustolita sul fuoco del camino con sopra un formaggio morbido cui viene lasciato il tempo di ‘rilassarsi’.

Un altro prodotto semplicissimo della tradizione italiana che proprio per la sua essenzialità ha bisogno di ingredienti di prima qualità. Ma anche di un po’ di informazione: la qualità non sopravvive se il mercato non l’aiuta. Per cui grazie a tutti coloro che ancora si dedicano a preservare tecniche e ingredienti antichi dalla tentazione di una maggiore redditività. E grazie ai ragazzi di Dall’Anto che ieri hanno pensato di aprirmi un’altra porticina di paradiso.

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