I produttori in prima lineaSabato 8 e domenica 9 marzo, la Città dell’Altra Economia ha ospitato la seconda edizione romana di Vini di Vignaioli, una fiera mercato dedicata al vino cosiddetto ‘naturale’. Cinquanta i produttori presenti a questa edizione, che è l’ultima di una lunga serie iniziata oltre dieci anni fa a Fornovo, in provincia di Parma, “Per scherzo” come ha dichiarato in questa intervista l’ideatrice Marie Christine Cogez-Marzani. Vini di Vignaioli è un’associazione che riunisce produttori (piccoli, 6-8 ettari di vigneti) impegnati a recuperare gusti e profumi dei vitigni autoctoni, vinificati secondo metodi che non prevede l’aggiunta di additivi estranei al territorio. Emilio Falcioni, uno dei coordinatori responsabili dell’edizione romana, ci spiega la posizione di questo comparto in crescita dell’enologia italiana, che lotta per una ritrovata cultura del terroir.

I piccoli produttori come Don Chisciotte contro i mulini a vento?
Il problema è riuscire a vincere il tentativo di omologazione del vino, esaltando le sue caratteristiche legate al territorio. Vini di Vignaioli si batte per il recupero della fermentazione spontanea, senza lieviti selezionati, e l’abbattimento del contenuto di solforosa di almeno il 60% rispetto a quanto previsto dal regolamento.

Vini di Vignaioli alla Città dell'altra economiaCombatte su quali terreni?
Legislativo innanzitutto. Il regolamento europeo sul vino biologico (il vino naturale è biologico, ndr) è strutturato per applicarsi in Sicilia così come nella Germania del nord. E’ ovvio che non può tenere conto in modo puntuale di tutti gli aspetti coinvolti. In realtà presenta delle maglie molto larghe, che consente ai produttori di fare un po’ quello che vogliono.Noi stiamo spingendo soprattutto sul fronte dell’etichettatura. L’attuale regolamento sul vino consente di ampliare le informazioni sull’etichetta, anche se ancora non è permesso scrivere ‘vino naturale’ o ‘vino non filtrato’, ma un po’ alla volta l’attenzione del pubblico sta aumentando. Ci sono chef e ristoratori importanti che si stanno interessando al vino naturale perché i loro clienti iniziano a chiederlo, e questo è un segnale importante. Il fatto stesso che da oltre 10 anni abbiamo visto crescere le richieste di adesione all’associazione e il pubblico alle manifestazioni è un’ulteriore conferma.

Cosa chiedete ai vostri associati?
Serietà, per prima cosa. Le nuove aziende devono presentare una serie di caratteristiche, autocertificate all’inizio, ma comunque confermate da almeno due aziende ‘anziane’ che fungono da garanti della qualità della produzione. Poi partecipazione: agli eventi i produttori devono essere presenti in prima persona, perché questo comparto vive sulle informazioni al cliente e le risposte alle domande. Qui non troverete mai dealer, distributori, o grandi marchi, perché il rapporto che abbiamo con le aziende associate è diretto.

Ma come contate di coinvolgere il grande pubblico?
Intanto abbiamo in programma altri incontri, prossimamente a Firenze e in una città del sud, forse Palermo, Stiamo lavorando per dei gemellaggi con altre realtà all’estero, e in contemporanea al prossimo Vinitaly saremo a Villa Favorita – VinNatur (5-6-7 aprile prossimi, ndr)

 

 

 

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