Archivi per il mese di: novembre, 2014
Il signor Luigi e la signora Tiziana

Il signor Luigi e la signora Rita

Siamo a Garbatella, in piazza Pecile, e al civico 39/40 una torrefazione a conduzione familiare diffonde nell’aria aromi che raccontano di terre lontane. La Torrefazione San Salvador è un negozio dall’atmosfera calda e accogliente, pieno di cose buone (caramelle, cioccolato Baratti in moltissime versioni, maccheroncini di Campofilone, pasta artigianale di grani abruzzesi, biscotteria d’autore) ma soprattutto è il tempio del caffè tostato a legna.
Il signor Luigi, che oggi gestisce l’azienda insieme alla moglie Rita (“la colonna”, come lui la definisce) e i due figli, accoglie i clienti con il camice e volentieri spiega l’origine delle miscele, che lui stesso compone, le differenze tra le varietà che si fa arrivare da Costarica, Messico, Etiopia, Colombia, Ecuador, etc (“il chicco arabica è piatto e affusolato, il robusta è tondeggiante…”) e il processo di torrefazione, che avviene ancora così come gli aveva insegnato suo nonno.

2014-11-19 11.50.40-1La macchina è proprio lì, nella stanza accanto e lui è ben felice di spiegare il funzionamento, dalla rimescolatura al controllo delle temperature (bisogna sapere quando aprire il portello, per evitare di dare al caffé sentori troppo forti o addirittura bruciarlo) e dalla fase di pellicolatura, cioè una sorta di decorticamento che avviene con la tostatura, e al quale è demandata una fase a parte, perché se non adeguatamente filtrati, i residui della pellicola che riveste il chicco vanno a sporcare le emissioni che entrano nella canna fumaria. “Pensi che qualcuno li riusa anche. Noi no, noi li buttiamo” – mi racconta il signor Luigi – facendo con la mano un gesto che suggerisce pratiche commerciali diffuse ma molto discutibili.

E poi, la qualità parla da sola: se il caffé non è buono, che piacere è?, per citare il grande Manfredi. Se poi al gusto che si sprigiona dal chicco si aggiunge anche la piacevolezza di un racconto, di un momento di contatto con chi lavora con competenza per dare a quel chicco la consistenza e l’aroma perfetto, non c’è capsula che tenga. Signor Clooney, tenga pure le scarpe, che il caffé buono glielo offriamo noi.

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La tostatrice – The coffee roaster

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La pellicolatrice – The coffee bean peeler

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I residui bruciacchiati della pellicina del chicco – Charred remainders of coffee bean skin

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Eclair con gelée di frutta tropicale e chantilly Eclair with tropical fruits gelée and chantilly

L’appuntamento più dolce della stagione si è svolto questa mattina a Roma presso la Città del Gusto: la guida Pasticceri e Pasticcerie 2015 ha incoronato anche quest’anno i suoi campioni. Rispetto alla passata edizione le sorprese sono state poche, anzi, nessuna. A conferma che l’arte bianca non si improvvisa, si sono aggiudicati le prestigiose Tre Torte i maestri di sempre: Iginio Massari (Pasticceria Veneto a Brescia), Andrea Besuschio (Besuschio ad Abbiategrasso), Gino Fabbri a Bologna, Luigi Biasetto a Padova, Andrea Dalmasso ad Avigliana (Torino), Pasquale Marigliano a Ottaviano (Napoli), Paolo Sacchetti (Nuovo Mondo, a Prato), Andreas Acherer a Brunico (BZ), Marco Rinella (Cristalli di Zucchero, a Roma), Davide Comaschi (La Martesana, Milano), Giuseppe Manilia (L’Orchidea a Montesano sulla Marcellana, SA), Pietro Macellaro (Pasticceria Agricola a Piaggine, SA) e Corrado Assenza (Caffè Sicilia, a Noto, SR).

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Paolo Sacchetti: i suoi cantucci fritti sono una gustosissima novità

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Andrea Besuschio ci ha sorpreso con una spettacolare pralina all’olio EVO

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Alessandro Dalmasso: gianduiotti da Oscar

Per quanto riguarda i premi speciali, invece, una bella soddisfazione constatare che ragazzi giovanissimi stanno dimostrando di avere numeri e idee per stare al passo dei grandi. E’ il caso di Gian Luca Forino, venticinquenne patron della pasticceria La Portineria di Roma (in via Reggio Emilia), locale che ha aperto da circa un anno e già insignito delle Due Torte, nonché del premio speciale Classici di Domani, con una rivisitazione della Sacher  che prevede consistenze più morbide e una gelatina di lampone al posto della confettura di albicocca. Anche il Pasticcere Emergente di quest’anno ha solo 22 anni: si tratta di Davide Verga, titolare dell’omonima pasticceria di Giussano (Milano), figlio d’arte, ma già vincitore nel 2103 – insieme a Gian Luca Forino – del Campionato Mondiale Juniores di pasticceria e cioccolateria. Con un inizio come questo, la pasticceria italiana può dormire sonni tranquilli.

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Notevole il salame di cioccolato di Verga – Verga’s wonderful chocolate salami

Anche la Guida, che annovera 570 locali,  ci ha riservato una bella sorpresa: quest’anno ci sono le ricette. Poche, sì, rigorosamente di base, sì, ma con un pizzico di fantasia chissà dove si potrà arrivare.

Gambero Rosso Ed., 284 pagg, 14,99 euro

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E’ sempre interessante ascoltare cosa hanno da raccontare questi professionisti della dolcezza, che oggi hanno speso qualche parola per sottolineare alcuni concetti. Innanzitutto, che i problemi nutrizionali di oggi non sono dovuti al consumo di saccarosio, che per quanto raffinato è sempre più salutare dei dolcificanti chimici. Che la tendenza in pasticceria è quella di ridurre il quantitativo aggiunto di zuccheri e grassi, sfruttando invece le proprietà dei singoli alimenti, che devono quindi essere di ottima qualità. Che non c’è confine tra dolce e salato, come invece si pensa: qualsiasi cosa in natura è composta di sali e zuccheri, quindi non stupitevi se Corrado Assenza vi propone una crema pasticcera fatta col succo di pomodoro e non con il latte.Di certo, come ha chiosato Iginio Massari (fondatore, tra l’altro, dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani), “la pasticceria è emozione”, vale la pena rinunciarvi per una manciata di calorie?

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Impossibile resistere! Impossible to resist!