A nebbiolo vine in the Langhe area, Piemonte, Italy

A nebbiolo vine in the Langhe area, Piemonte, Italy

Il ritorno alla terra tanto paventato dai catastrofisti della penultima ora si sta avverando in questa generazione, ma in un senso che probabilmente non avevano previsto: il recupero della storia e della manualità. Stiamo assistendo alla rivincita del contadino che è in noi, alla rinascita di quella parte del ‘genoma’ umano legato alle stagioni, ai ritmi lunari, ai ricordi ancestrali. Una delle tante conseguenze, quella che ci tocca più da vicino, riguarda il rinnovato interesse per le antiche professioni da parte di molti giovani, una fra tutte il ‘vignaiolo’. Qualcuno terreni, bottaie, vigneti, li ha anche ereditati. Ma per altri è stata una strada intrapresa per curiosità e passione.  A questi ‘pionieri’ under 45 si rivolge in particolare Vinum ad Hoc, distributore che ha come mission “individuare attraverso la ricerca vini di qualità” per i quali “terra, luce, acqua e aria sono tutti elementi da ritenere fondamentali”: il messaggio è chiaro, non può esistere la qualità del prodotto senza qualità dell’ambiente e delle tecniche di produzione. Di recente abbiamo avuto la fortuna di partecipare presso il Suites Farnese Design Hotel insieme ai rappresentanti di Riserva Grande di Marco Cum a una degustazione di alcuni dei vini selezionati da Vinum ad Hoc, presentati da Paolo Frezza, tutti caratterizzati da una forte personalità di prodotto e da grande attenzione alla presentazione estetica. Come sempre accade, alcuni più di altri ci hanno colpito, pur restando su un livello qualitativo molto alto.

Terre Basaltiche. Trento Doc di Maso Bergamini

Terre Basaltiche. Trento Doc di Maso Bergamini

Ci è piaciuto il Trento Doc Terre Basaltiche di Maso Bergamini, un blanc de blanc riserva 2009, sboccato nel 2013, prodotto con lieviti autoctoni, dal perlage fine, persistente e piacevole.

Dal Trentino passiamo in Piemonte, dove ci ha decisamente sorpreso il Ficorosa dell’azienda Il Chiosso, un nebbiolo in purezza vinificato rosé, che si presenta al bicchiere con un color buccia di cipolla ambrato di grande eleganza, impressione confermata dal naso ampio, complesso e dal gusto intenso e persistente.
IMG_6438 IMG_6439
Della stessa azienda segnaliamo anche il Fara D.o.c. 2007 (Nebbiolo, Uva rara e Vespolina) e il Ghemme D.o.c. g. 2007 (Nebbiolo e Vespolina), affinato in botti grandi di rovere francese per 24 mesi più altri 12 in bottiglia. Si presenta con un bellissimo color rosso intenso e rivela grande struttura, complessità e persistenza al naso e al gusto.

IMG_6440

Il Ghemme D.o.c.g. nel bicchiere

Stessa regione ma caratteristiche diverse per il Ca’ d’Matè e il Prünent, i vini delle Cantine Garrone  che Vinum ad Hoc ha selezionato per la degustazione e che pure sono stati molto apprezzati. Il primo, un Nebbiolo 50%, Croatina 20% e Prünent 10%, prende il nome dalla cantina in cui viene effettuato l’invecchiamento, la ‘Casa di Matteo’, mentre il secondo è un Prunent vinificato in purezza. Entrambi trascorrono 10 mesi in botti di rovere prima dell’imbottigliamento e della messa in commercio.

IMG_6433

Fara, Ca’d’Matè, Prunent e Ghemme

Dulcis in fundo, ma solo perché è il luogo deputato, un passito che ha lasciato tutti a bocca aperta: il Vino Santo di Gino Pedrotti, prodotto con l’uva autoctona per eccellenza della Valle dei Laghi, la Nosiola, lasciata appassire su graticci fino alla Settimana Santa (da cui il nome Vin Santo) e poi spremuta. Incredibile il bouquet di profumi sprigionati dal calice, ed eccellente la persistenza al palato. Questo è un vino che non si dimentica facilmente.

il Vino Santo di Gino Pedrotti

il Vino Santo di Gino Pedrotti

 

Annunci